Effetto Covid-19: in che modo la pandemia ha cambiato la logistica

Automazione, Spedire online

Di Marco Pericci /

illustrazione di Francesco Zorzi

Effetto Covid-19: in che modo la pandemia ha cambiato la logistica

L’avvento della pandemia di Covid-19 ha cambiato il mondo e questo è probabilmente uno dei temi più trattati nel corso dell’ultimo anno, un concetto tanto vero quanto riduttivo che, in molti casi, rischia di fermare l’analisi di ciò che è accaduto su una lettura parziale delle dinamiche che hanno interessato ogni singolo settore produttivo, logistica in testa.

Per il mondo dei trasporti, in particolare, l’effetto Covid si è tradotto in un vero e proprio paradosso: se da un lato l’esigenza di digitalizzare gli acquisti ha incrementato le vendite online del 45%, come rilevato dal report stilato da Netcomm, dall’altra il picco di domanda, che ha toccato il +300%, qualche volta +400%, ha messo sotto pressione l’intero settore provocando un rallentamento dei flussi operativi. 

Bisogna considerare, poi, quanto il ruolo della logistica sia stato strategico sul fronte della distribuzione degli strumenti necessari a fronteggiare l’emergenza sanitaria, dai DPI, ai kit per i test, ai vaccini: solo DHL, ha dichiarato Mario Zini, AD di DHL Global Forwarding, fino ad ora ha distribuito più di 200 milioni di dosi di vaccino in oltre 120 paesi

In uno scenario di questo tipo per parlare di cambiamento bisogna guardare oltre la contingenza del momento, cercando di cogliere i segnali profondi di quel nuovo corso che ha plasmato in tempi rapidissimi il mondo della logistica: la maggior parte delle sfide che il settore si è trovato ad affrontare nel giro di poco più di un anno, infatti, ha gettato le basi per un mutamento radicale e ha introdotto novità destinate a diventare parte integrante di un nuovo approccio al lavoro. 

La gestione dell’emergenza è stata, dunque, solo il punto di partenza di un processo che accompagnerà il mondo dei trasporti nel futuro.

Quel che resta del Covid

Le dinamiche in atto nella logistica sono strettamente connesse ai mutamenti che hanno caratterizzato il settore delle vendite online. 

Le spedizioni generate dall’e-commerce sono cresciute del 103% durante il lockdown e del 68,5% nella fase immediatamente successiva. Il dato, evidenziato dal rapporto sull’e-commerce pubblicato da Casaleggio e Associati, permette di cogliere un aspetto cruciale alla base del punto di svolta del settore delle spedizioni: così come lo shopping online è diventato una prassi consolidata nella quotidianità dei consumatori, anche l’organizzazione del lavoro che ha caratterizzato le fasi emergenziali della pandemia rappresenta un modello operativo destinato a diventare permanente. Osserviamo nel dettaglio il fenomeno.

Il cambiamento delle abitudini di consumo e le mutate esigenze alla base dei nuovi comportamenti d’acquisto hanno dominato il settore delle vendite online non solo con un importante incremento delle transazioni, ma anche con l’aumento degli acquirenti digitali che, da marzo 2020 in poi, hanno trovato nell’e-commerce la soluzione alla necessità di acquistare in sicurezza e praticità da remoto, magari risparmiando. 

Le nuove abitudini hanno inciso in modo significativo sulle vendite di prodotti online e, di conseguenza, sui flussi di lavoro dei player della logistica che, come emerso da un sondaggio di World Capital citato da Milano Finanza, hanno dovuto affrontare problemi organizzativi e gestionali proprioper via del Covid-19: su un campione di 1.000 aziende di trasporto, il 43% delle realtà intervistate ha riscontrato questo tipo di criticità

In oltre il 20% dei casi, le aziende esaminate hanno dichiarato di aver dovuto ampliare gli spazi del magazzino a causa dell’aumento degli acquisti online. 

Le richieste di spedizioni più massicce, riporta il sondaggio, sono arrivate dagli e-commerce alimentari e dai rivenditori online di prodotti farmaceutici

Le nuove dinamiche hanno dunque reso necessari nuovi protocolli operativi per far fronte ai picchi di domanda, ma, passata l’emergenza, lo scenario che si è determinato nel pieno della pandemia ha assunto pian piano i contorni di una nuova normalità: un pò in virtù dei volumi di spedizione (rimasti elevati anche nel post-pandemia), un pò perché le nuove modalità operative si sono rivelate efficaci in qualsiasi situazione, per le aziende attive nel settore quel che resta del Covid è un approccio inedito al lavoro che potrebbe trovare la sua consacrazione proprio nella fase di ripresa.

Nuove operatività in risposta alla complessità

Ma in che modo è realmente cambiato il lavoro di chi fa logistica nell’era post-pandemica? Per comprendere le nuove pratiche messe in campo può essere utile analizzare gli aspetti che hanno posto gli operatori del settore di fronte all’esigenza di ripensare la filiera operativa. 

Nello specifico le aziende di trasporto hanno dovuto studiare soluzioni il più possibile flessibili, ponendo maggiore attenzione alla precisione dell’inventario e all’efficienza delle attività di picking nel rispetto del distanziamento sociale

Cruciali nei mesi di pandemia sono stati, poi, il controllo degli standard igienici e sanitari dei locali e il monitoraggio dei nuovi protocolli attraverso specifici comitati Covid. 

La risposta concreta all’esigenza di integrare la filiera operativa con questi passaggi è arrivata attraverso una serie di procedure che hanno cambiato le prassi anche dopo la fase emergenziale. 

Alla luce delle nuove procedure le attività di magazzino sono state impostate in modo da mantenere rigorosamente separate le zone di contatto con l’esterno (dedicate a ricevimento e spedizione) dagli spazi destinati a stock e picking: l’obiettivo è stato sin da subito evitare lo scambio di personale o l’ingresso in magazzino di lavoratori provenienti da altri reparti. 

Sempre sulla scorta delle nuove logiche di sicurezza gli spazi aziendali sono stati riorganizzati nel rispetto del distanziamento, le rotazioni del personale sono state in molti casi separate e “congelate” in modo da limitare le occasioni di contatto alla stretta cerchia dei dipendenti impegnati nello stesso turno, ed è stato ridotto, infine, l’uso condiviso di strumenti e apparecchiature di lavoro.

La strategia agile 

Se le operatività pratiche sono cambiate sulla scorta delle nuove prassi dettate dalle misure di sicurezza sanitaria, la concezione del lavoro nelle aziende attive sul fronte della logistica è andata incontro a un cambio di passo: Marco Melacini, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistic “Gino Marchet” School of Management del Politecnico di Milano, ha parlato di “strategia agile”

L’approccio così identificato punta tutto sulla velocità decisionale, basata a sua volta su scelte data driven, e sulla pianificazione da remoto gestita attraverso tecnologie e software in cloud in grado di garantire il monitoraggio lungo tutta la filiera. 

Al centro della strategia agile ci sono poi flessibilità e capacità di mettere in campo soluzioni in grado di rispondere rapidamente ai cambiamenti di contesto

Su questo fronte l’analisi di Melacini mette in risalto tutte le esperienze che si sono sviluppate nel solco della sharing economy: grazie alla terziarizzazione della logistica e alla collaborazione orizzontale i vari player del settore sono riusciti a gestire i picchi di domanda impiegando le risorse inutilizzate degli operatori delle filiere costrette allo stop durante il lockdown.

Spostando la riflessione su un piano macro, poi, il concetto di agilità si avvicina all’approccio multicanale: in quest’ottica, infatti, il mondo dei trasporti dedica una nuova centralità ai negozi di prossimità, sempre più spesso allestiti come veri e propri punti di consegna

Questa soluzione, in particolare, oltre a rispondere a un’esigenza di semplificazione dell’operatività logistica, si allinea con la tendenza dei consumatori a scegliere sempre più spesso formule di acquisto ibride (come il click and collect) e offre un chiaro esempio delle dinamiche che stanno mutando profondamente il settore delle spedizioni.

In un mondo che ha imparato a gestire emergenza e complessità in modo flessibile, ricorrendo a soluzioni che integrano la dimensione multicanale con forme di collaborazione orizzontale, la pandemia ha rappresentato un’opportunità per investire in un approccio nuovo ai sistemi di spedizione: in quest’ottica la logistica ha conquistato maggiore agilità ed efficienza, elementi in grado di traghettare il settore verso un futuro in cui la capacità adattativa sarà alla base di nuovi modelli di sviluppo. 

Ecco perché le dinamiche in atto nell’universo delle spedizioni vanno oltre il cambiamento e prospettano l’inizio di una nuova era.

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Marco Pericci

Marco Pericci

Head of Growth

Esploratore di utenti. Sogno un mondo in cui l’Automazione renda felice l’Uomo

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