Tasso di conversione di un e-commerce: cos’è e come aumentarlo facilmente

Crescita, E-commerce marketing

Di Marco Pericci /

illustrazione di Francesco Zorzi

Tasso di conversione di un e-commerce: cos’è e come aumentarlo facilmente

L’introduzione di nuove tecnologie nei processi di produzione delle aziende italiane, la cosiddetta digital transformation, a prescindere dal settore o dalle dimensioni, è allo stesso tempo un’opportunità enorme e una reale necessità per continuare a soddisfare le esigenze dei clienti e mantenere standard qualitativi elevati.

Intelligenza artificiale, internet of things, cloud computing, secondo l’ultimo rapporto ISTAT, sono solo alcuni degli esempi di tecnologie dell’informazione e della comunicazione possibili da adottare per migliorare i processi aziendali e, in questo quadro, l’e-commerce ha conquistato un ruolo di primo piano diventando senza dubbio l’innovazione tecnologica più urgente per le aziende di produzione e distribuzione.

Basta dare uno sguardo ai numeri che testimoniano la crescita del settore, il Salesforce Shopping Index con riferimento al Q1 del 2021 sottolinea che l’e-commerce nel mondo è cresciuto del 58% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contro il 17% del primo trimestre 2020, e l’Italia è tra i Paesi dove la crescita è più evidente (+78%), posizionandosi al quarto posto dopo Canada, Olanda e Regno Unito.

Vendere online può essere una spinta importante alle vendite, ma, creare un sito e-commerce non basta, non è garanzia di successo, è solo il primo passo, un e-commerce va curato e gestito al meglio implementando strategie per aumentare il traffico e il numero di persone che effettuano acquisti, analizzando giorno dopo giorno il comportamento degli utenti e implementando i necessari aggiornamenti di inventario, design e marketing.

Approfondiamo il tema del tasso di conversione di un e-commerce, uno dei parametri più importanti per definire il successo di un negozio online, scopriamo che cos’è il tasso di conversione e-commerce, come si calcola e come aumentarlo, facendo una breve analisi degli elementi più importanti che influiscono su di esso.

Come si calcola il conversion rate in un e-commerce?

Il tasso di conversione di un e-commerce (o CR, Conversion Rate) è il valore percentuale di utenti unici che effettuano un acquisto in un dato intervallo di tempo, passando dall’essere semplicemente visitatori del sito a diventarne clienti.

La formula corretta per calcolare il tasso di conversione e-commerce è:

Conversion Rate = (n° vendite/ n° visite) x 100

Facendo un esempio pratico, se il tuo e-commerce riceve in un mese 10.000 visite e 300 ordini, il tasso di conversione e-commerce sarà:

Conversion Rate = (300/10.000) x 100 = 3%

Questo significa che, ogni 100 visite al tuo sito e-commerce, 3 si convertono in acquisto.

È evidente l’importanza enorme di questo parametro, che insieme al numero di visite e al valore dello scontrino medio, determina il fatturato dell’e-commerce secondo questa formula:

Fatturato e-commerce = numero di visite x tasso di conversione e-commerce x valore scontrino medio

È necessario porre molta attenzione sulla percentuale di conversioni di un e-commerce in quanto, valori troppo bassi indicano la necessità di migliorare qualcosa, il rischio è quello di disperdere potenziali clienti, avendo un numero eccessivo di utenti che visitano il sito e lo abbandonano senza aver effettuato l’azione principale per un negozio online: acquistare.

Il processo di ottimizzazione del tasso di conversione di un e-commerce prende il nome di CRO (Conversion Rate Optimization) ed è quell’insieme di operazioni utili a migliorare le performance del negozio.

Ma qual è il tasso di conversione ottimale per un e-commerce?

Tasso di conversione e-commerce medio

Non esiste un tasso di conversione e-commerce ottimale valido per tutti i negozi online, molto dipende dal settore merceologico in cui si opera e dal Paese di riferimento.

Ci sono categorie di prodotti per i quali il tasso di conversione è più alto come ad esempio nel settore arte e artigianato (3,79%), salute e prodotti di bellezza (3,62%) o articoli per animali (3,28%), invece altri dove il conversion rate è naturalmente più basso come il settore motori (1,55%) o prima infanzia (0,99%).

Ma anche all’interno della stessa categoria merceologica ci possono essere differenze significative di tasso di conversione medio a seconda della fascia di prezzo dei prodotti, del livello di coinvolgimento dei clienti nel processo d’acquisto e delle strategie di marketing e comunicazione dei negozi.

I parametri per definire il benchmark del tasso di conversione e-commerce possono essere tanti, oltre alla categoria merceologica, può essere utile tracciare il dato in base alla fonte di traffico delle visite o al device utilizzato per lo shopping o, ancora, in base al periodo dell’anno.

IRP Ecommerce Market Data and Ecommerce Benchmarks offre una serie di statistiche utili per conoscere il tasso di conversione e-commerce medio per ogni settore merceologico, device e intervallo di tempo e fare delle valutazioni rispetto all’andamento del proprio negozio online.

In generale un tasso di conversione e-commerce del 2% è considerato un buon valore.

Un dato interessante che andiamo ad analizzare è la differenza di conversion rate medio per area geografica di riferimento.

Il tasso di conversione e-commerce 2021 in Italia e nel mondo

Il tasso di conversione medio varia molto a seconda del Paese di riferimento, questa è un’informazione importante da conoscere in fase di segmentazione dei clienti.

Questa differenza deriva da molti fattori, tra cui:

  • Logistica e distribuzione
  • Penetrazione della carta di credito
  • Maturità di mercato
  • Parità del potere d’acquisto.

Ecco i dati aggiornati del 2021 di ecommerce-europe.eu 

  • Italia: 0,99%
  • Germania: 2,22%
  • Francia: 1,10%
  • UK: 1,88%
  • Stati Uniti: 1,96%
  • India: 1,10%.

Analizziamo ora gli elementi e le strategie per aumentare il tasso di conversione e-commerce divisi per area di intervento, uno dei fattori principali per migliorare le performance del tuo negozio online.

Come aumentare tasso di conversione e-commerce?

Parti dall’analisi dei dati allo stato attuale. 

Individuare quali sezioni del sito funzionano meglio è il primo passo per capire dove intervenire e quali sono i punti dove, invece, la maggior parte degli utenti interrompe il proprio processo d’acquisto.

Come affermava Edwards Deming, statistico, ingegnere, professore, consulente di gestione e relatore americano del secolo scorso: “Senza dati sei solo un’altra persona con un’opinione.”

I dati sono fondamentali, permettono di capire in maniera oggettiva chi arriva sul tuo sito e quali azioni compie, senza lasciare troppo spazio a supposizioni e interpretazioni personali.

Ecco alcuni strumenti utili per fare un’analisi dei dati e-commerce approfondita.

Analizza i dati dell’e-commerce con Google Analitycs

Google Analitycs (GA) è lo strumento gratuito messo a disposizione dal colosso dei motori di ricerca per analizzare i dati di ogni tipo di sito web.

Per usarlo basta creare un account Google ed integrare il codice di tracciamento lavorando sul codice html o utilizzando uno dei diversi plugin a disposizione.

Analitycs è uno strumento fondamentale per l’e-comemrce, se bene configurato, permette di tracciare la totalità degli eventi compiuti dagli utenti nel sito:

  • Acquisizione
  • Caratteristiche del pubblico
  • Comportamento
  • Conversioni.

In questo modo è possibile capire in maniera puntuale in quali pagine c’è un tasso di abbandono importante e intervenire di conseguenza.

Approfondisci qui tutte le funzionalità e come usarle.

Comprendi come si comportano gli utenti con Hotjar

Una volta individuate le pagine in cui gli utenti escono dal sito, con Hotjar è possibile comprenderne meglio la motivazione.

Anche questo tool sfrutta un codice di tracciamento per comprendere come si comportano gli utenti nel sito e mostrandolo in maniera intuitiva.

Le funzioni più interessanti di Hotjar sono le mappe di calore e la registrazione dei visitatori.

Le mappe di calore o heatmaps consistono nel tracciamento delle interazioni che gli utenti hanno con le pagine e si traducono visivamente in una mappa dei punti “caldi” e dei punti “freddi”: in blu vengono rappresentate le zone della pagina che hanno catturato di meno l’attenzione, mentre, con i toni più caldi del giallo e del rosso, verranno mostrate le aree in cui i visitatori hanno concentrato maggiormente le loro azioni. 

Con la registrazione delle sessioni si può registrare ogni visita al sito vedendo esattamente quello che vedono gli utenti, osservando i click, i tap, i movimenti del mouse per capire con maggiore precisione quali sono i punti forti o deboli delle tue pagine.

Fai A/B Test

L’A/B test, chiamato anche split test, serve a mettere a confronto due versioni della stessa pagina web, contemporaneamente, per determinare quale di esse produce il rendimento migliore.

Per fare un A/B test è necessario creare due versioni della stessa pagina cambiando un solo elemento del design, (bottoni, copy, colori, ecc.) per capire quale funziona meglio, mostrando al 50% degli utenti la versione A e al 50% degli utenti la versione B e analizzando poi i risultati.

Al termine della valutazione della prima variabile è possibile testare un ulteriore elemento, ottimizzando e proseguendo così di conseguenza.

Si può testare ogni pagina del sito e-commerce, in particolare è conveniente testare quelle che incidono maggiormente sul tasso di conversione come pagina del prodotto, carrello, check-out, monitorando un dato periodo di tempo, in genere da 1 settimana ad un mese (in base anche al numero di visite raccolte) per rendere il campione significativo.

Migliora l’usabilità del sito per aumentare le vendite del tuo e-commerce

L’usabilità del sito o user experience (UX), è uno degli aspetti che maggiormente influisce sul tasso di conversione di un e-commerce, attiene alla capacità del sito di essere semplice, intuitivo e comodo da utilizzare, gli strumenti descritti nel paragrafo precedente permettono di valutarne l’impatto e comprendere quali sono i punti deboli da correggere.

Il compito del web designer dev’essere sviluppare un sito che non sia necessariamente “bello da vedere”, ma innanzitutto facile da usare, a prova di noob digitale.

È necessario costruire un percorso chiaro, l’utente deve trovare immediatamente quello che cerca, altrimenti il rischio, tipico degli e-commerce, è di segnare un alto tasso di bounce rate (o frequenza di rimbalzo), ossia la percentuale di utenti che abbandona il sito dopo pochi secondi dalla visita senza effettuare nessuna azione.

Punta sulla velocità di caricamento

Secondo i dati riportati da Hubspot, il tasso di conversione del sito web diminuisce in media del 4,42% per ogni secondo aggiuntivo  necessario al caricamento delle pagine (tra i secondi 0-5) e quasi il 70% degli utenti dichiara che la velocità della pagina influisce sulla loro possibilità di acquistare da un rivenditore online.

Questi dati mostrano chiaramente quanto la velocità di caricamento delle pagine web sia un aspetto della customer experience da tenere in estrema considerazione.

Diversi sono gli strumenti a disposizione per effettuare speed test degli e-commerce, tra più completi è necessario citare Page Speed Insight, offerto da Google, che sviluppa tra l’altro un report con gli accorgimenti da prendere per migliorare la velocità, e GT Metrix.

Ecco i principali aspetti su cui poter lavorare per migliorare la velocità di caricamento delle pagine web:

  • Scelta dell’hosting
  • Scelta del CMS
  • Compressione delle immagini e dei video
  • Caching del browser
  • Minimizzazione di file CSS e Javascript
  • Funzionalità dei plug-in.

Pensa Mobile First

Shopify ha stimato che nel 2021 il commercio da mobile registrerà la maggiore crescita delle vendite al dettaglio (12,2%) e che, entro il 2024, 187 milioni di persone effettueranno acquisti tramite lo smartphone.

Questo è il motivo per il quale è necessario pensare un e-commerce innanzitutto per l’usabilità da mobile, calibrando le scelte di design a prova di ogni schermo, sistema operativo e brand di dispositivi mobili.

Ti segnalo questi strumenti utili per valutare l’UX da mobile:

  • Google Search Console
  • Usability Hub
  • Crazy Egg
  • Try My UI.

Gli errori più comuni in tema di UX da mobile sono la limitata leggibilità dei contenuti, gli elementi selezionabili troppo vicini, la mancata ottimizzazione dei moduli di contatto, contenuti video o foto più grandi dello schermo, ma in generale è bene consultare sempre gli strumenti a disposizione per fare un’analisi approfondita dell’esperienza dell’utente da ogni tipo di dispositivo mobile, perché spesso, anche piccoli accorgimenti possono incidere in maniera notevole sul tasso di conversione e-commerce.

Ottimizza la pagina prodotto

Le pagine dei prodotti (o schede dei prodotti) sono le pagine in cui vengono messe in evidenza le caratteristiche e la value proposition degli articoli in vendita.

Ogni pagina prodotto è una vetrina da ottimizzare con cura perché influirà in maniera determinante sul conversion rate.

Partendo dal presupposto che sia stato creato un inventario adeguato a rispondere alle esigenze del target e che i prodotti siano caratterizzati da caratteristiche e prezzi in linea col mercato, ci sono alcuni elementi che non possono mancare (o da non trascurare) per avere una pagina prodotto ottimizzata per le conversioni:

  • Branding
  • Design
  • Immagini e video di qualità
  • Copywriting
  • Recensioni
  • Fattore di scarsità e urgenza.

Gestisci categorie, filtri e ricerca in modo funzionale

Un altro dei problemi tipici degli utenti di un e-commerce, soprattutto quando sono caratterizzati da un inventario numericamente importante, è banalmente trovare quello che si cerca.

L’organizzazione in categorie dell’inventario e il sistema dei filtri in base agli attributi e alle varianti dei prodotti deve rendere agevole la navigazione e dare la possibilità ai clienti di trovare nel modo più rapido e semplice possibile esattamente il prodotto a cui sono interessati.

Inoltre, la barra di ricerca ha un ruolo fondamentale in tal senso, infatti, risultati non idonei alla ricerca effettuata disincentivano gli utenti dalla navigazione, al contrario, un motore di ricerca interno efficiente che magari riesca ad offrire suggerimenti e/o autocompletamento durante l’inserimento delle keywords, rende la vita più semplice a chi naviga e permette un tasso di conversione migliore.

cVetta è un ottimo plugin per implementare una ricerca avanzata interna al sito.

Scegli Call To Action e pulsanti efficaci

Le CTA (Call To Action) sono per lo più rappresentate graficamente dai tipici pulsanti (o bottoni) degli e-commerce: “scopri di più”, “aggiungi al carrello”, “procedi al check-out” e quant’altro.

Le call to action devono essere in grado di disegnare un percorso lineare in grado di guidare mentalmente e materialmente l’utente in ogni fase del processo d’acquisto, come se stesse leggendo un libretto delle istruzioni, evitando distrazioni inutili e la possibilità di perdersi nei meandri della navigazione.

Devono essere poche, chiare e funzionali all’obiettivo: concludere l’ordine.

Stilisticamente è conveniente utilizzare colori che risaltino la visibilità dei pulsanti rispetto agli altri contenuti presenti nelle pagine.

Studia le pagine di carrello e check-out

Carrello e check-out sono le pagine peculiari dell’e-commerce, necessarie per chiudere la vendita.

Vale per tutte le altre pagine, ma, queste in particolare, devono essere il frutto di testing, analisi dei dati e ottimizzazione dell’usabilità per non rischiare di vanificare lo sforzo di aver portato un utente ad un passo dall’ordine.

Esistono, ancora oggi, e-commerce che perdono ordini di utenti che non riescono ad inserire l’indirizzo di spedizione per la consegna perché, la città di destinazione, include caratteri accentati, e questi sono rifiutati dal sistema (si, sembra impossibile, ma succede). Potenziali clienti di Nardò, fatevene una ragione.

Può capitare che utilizzare CMS open source e template preconfezionati per sviluppare un sito e-commerce si riveli un’arma a doppio taglio sotto questo aspetto, in quanto, pur offrendo una configurazione base ottimizzata, potrebbero non permettere una totale personalizzazione e magari aggiungere, modificare o eliminare alcuni elementi nel carrello e nel check-out può diventare dispendioso.

Oltre agli elementi tecnici è importante in queste pagine più che altrove lavorare bene sul copy, rassicurare l’utente, eliminare qualsiasi dubbio e offrire ogni motivazione possibile per convincerlo che sta scegliendo la soluzione migliore.

Ecco su cosa focalizzarsi:

  • Campo coupon nel carrello
  • Elementi di garanzia
  • Supporto in tempo reale
  • One step check-out
  • Check-out come guest
  • Minimizzazione dei dati da inserire
  • Trasparenza delle informazioni.

Cura i clienti per aumentare il tasso di conversione del tuo shop online

Terza macro aerea di intervento per aumentare il tasso di conversioni e-commerce: attenzione ai clienti!

È necessario conoscere, guidare e incentivare l’interazione degli utenti, così arrivano i risultati.

Ogni ottimizzazione tecnica, stilistica e funzionale analizzata in precedenza deve avere come obiettivo la soddisfazione dei bisogni delle persone che visitano lo shop online, senza pensare l’e-commerce innanzitutto per le persone non si va molto lontano.

Quanto conosci i tuoi clienti: ecco le Buyer Personas

Per soddisfare queste esigenze, bisogna conoscere bene chi sono i clienti che visitano e acquistano dal tuo negozio online e, in questo, lo strumento delle buyer personas può essere di grande aiuto.

Definire le buyer personas significa fare un identikit quanto più dettagliato possibile del tuo cliente ideale (o dei tuoi clienti, se hai target eterogenei tra loro), una rappresentazione fittizia del pubblico che includa:

  • Dati anagrafici
  • Dati psicografici
  • Stile di vita
  • Obiettivi
  • Processo d’acquisto.

Questo identikit deve basarsi sull’utilizzo dati quantitativi, qualitativi e ipotesi derivanti dall’esperienza e dev’essere usato per approfondire le leve che muovono il percorso di acquisto degli utenti sfruttandole in maniera funzionale in tutti gli aspetti rilevanti del commercio online.

Recensioni prodotto: come aumentano il tasso di conversione

Ho approfondito come le recensioni dei prodotti possono essere usate per aumentare le vendite di un e-commerce (link al precedente blog post) in un articolo ad hoc.

In una recente ricerca, Hubspot ha evidenziato come il 49% dei consumatori a livello globale inserisce le recensioni di altri consumatori nella top 3 dei fattori che influenzano l’acquisto, la forza della social proof permette di abbattere l’eventuale barriera di sfiducia tra il consumatore e il brand in mancanza di una precedente esperienza d’acquisto.

Implementa un sistema di recensioni e valutazioni imparziali e mettilo bene in evidenza nelle pagine prodotto, nel footer/header e nelle pagine cruciali, come ad esempio il carrello.

Cura l’esperienza dei clienti e la loro soddisfazione stimolando il processo di recensione, eventualmente anche offrendo incentivi economici in cambio.

Customer Care: l’assistenza clienti aiuta le vendite 

Offrire un’adeguata assistenza al cliente durante la navigazione di un e-commerce è un altro fattore chiave che influisce sulle performance.

Messenger People, nella guida al conversational commerce 2021, ha evidenziato come il 71% degli utenti si aspetta che le imprese siano in grado di comunicare in tempo reale durante l’acquisto.

Implementare una live chat con interazione umana aumenta notevolmente il tasso di conversione permettendo agli utenti di togliersi ogni dubbio su prodotti, spedizioni e altre condizioni di vendita in maniera istantanea (se possibile).

Inoltre è sempre utile tenere bene in vista i contatti del negozio: e-mail, telefono, WhatsApp e Messenger sono sempre molto utilizzati dagli utenti soprattutto quando si tratta di prodotti con un prezzo elevato, con caratteristiche tecniche peculiari o con un utilizzo non immediatamente comprensibile.

Usa strategie di marketing ad alto engagement

Con la cura delle strategie e l’implementazione di attività interne o esterne al sito è chiaro che anche il marketing e la comunicazione hanno una rilevanza importante sul tasso di conversione e-commerce.

Il marketing è alla base della progettazione del business, basti pensare a:

  • Scelta del settore merceologico
  • Strategia di inventario e assortimento
  • Scelta dei fornitori
  • Strategia di prezzo
  • Strategie e attività di promozione.

E, una volta passati dalla fase di sviluppo del sito vera e propria, legati a quest’ultimo, diversi sono gli strumenti e i task utili a migliorare le vendite.

Marketing automation

La marketing automation è diventata un driver di crescita significativo, essa permette di automatizzare, grazie all’intelligenza artificiale, i flussi di gestione delle interazioni tra utenti e piattaforma per offrire un’esperienza customizzata in base a parametri predeterminati.

Innumerevoli sono i campi di applicazione della marketing automation, tra questi analizziamo il recupero dei carrelli abbandonati grazie a flussi di e-mail.

Carrelli abbandonati

Sai quanti utenti abbandonano la tua pagina del carrello? Nell’e-commerce stats report 2020 di SaleCycle è riportatoche in media, nel mondo, il tasso di abbandono dei carrelli è dell’84,27%, una percentuale enorme!

I motivi più comuni sono:

  • L’utente aggiunto qualcosa al carrello senza la reale intenzione di acquistare
  • Spese di spedizione troppo elevate
  • È necessario registrarsi per proseguire.

Tutte situazioni che spesso sono risolvibili e, in questo, utilizzare la marketing automation può essere determinante, offrendo il messaggio giusto, al momento giusto e alle persone che (magari pochi minuti prima) hanno abbandonato l’acquisto ad un passo dal traguardo.

Email marketing

Insieme agli annunci di remarketing, proprio un flusso di automazione delle e-mail è lo strumento più efficace in questi casi.

Oltre al più classico utilizzo delle e-mail come strumento di content marketing in fase di nurturing dei contatti, nel caso di carrelli abbandonati, una e-mail (o un flusso di e-mail), contenente un codice sconto o altre valide motivazioni per riprendere il processo d’acquisto, può portare risultati straordinari in termini di conversioni.

Blog

Implementare un blog aiuta l’e-commerce, non solo in ottica SEO, offrendo risposta a keyword informative, ma anche in tema di tasso di conversione.

I blog post, infatti, possono essere un valido strumento di content marketing per approfondire e rispondere a dubbi difficili da soddisfare in altre sezioni dell’e-commerce, ad esempio:

  • Quali sono i valori del brand
  • Azioni di brand activism
  • Come vengono realizzati i prodotti
  • Le storie delle persone dietro l’e-commerce.

Il blog può essere il luogo ideale, interno al sito e-commerce, dove rimarcare il posizionamento del brand spiegando grazie ai contenuti perché l’utente deve scegliere il tuo negozio piuttosto che quello dei tuoi competitor e, a seconda della strategia di marketing e comunicazione, questo obiettivo può essere raggiunto nei modi più differenti, sperimenta, testa e agisci.

Social media

Anche la comunicazione tramite i social media può essere al servizio del tasso di conversione di un e-commerce quando migliora la brand awareness o portando traffico di qualità tramite la pianificazione in advertising.

È chiaro che gli utenti percepiranno una fiducia maggiore rispetto al negozio se questo ha una solida brand reputation sui social network, inoltre, questi ultimi, possono avere un ruolo chiave nella fidelizzazione post-vendita.

Promozioni

Nel mare magnum degli strumenti e delle strategie a disposizione, a volte, si trascura la semplicità: le promozioni.

Questa può essere una leva che sposta gli equilibri se usata con intelligenza, soprattutto se legata al principio di scarsità e urgenza.

Ecco alcuni esempi di promozioni che puoi usare nel tuo e-commerce per aumentare il tasso di conversione:

  • Vendite flash
  • Campioni gratuiti
  • Coupon sconto
  • Offerte multi-acquisto
  • Spedizione gratuita
  • BOGOF, buy one, get one free
  • Confezioni premium
  • Porta un amico
  • Giochi a premi
  • Offerte legate alle festività
    Scontistica legata alle recensioni.

L’elenco potrebbe continuare, il consiglio è quello di testare e capire cosa influisce maggiormente sull’intenzione di acquisto delle tue buyer personas stando attenti, però, a non diminuire la percezione del valore dei tuoi prodotti, questo potrebbe portare all’effetto opposto.

Definire le condizioni di vendita aumenta il tasso di conversione

Per ultimo, ma ovviamente non per importanza, analizziamo la possibilità di aumentare il tasso di conversione e-commerce lavorando sulle condizioni di vendita.

Spedizioni e tempi di consegna

Entro quanto tempo consegnerai l’ordine? Offri punti di ritiro dislocati sul territorio? È possibile tracciare la spedizione del pacco? Queste sono solo alcune delle domande da porti in questo campo.

Nel blog di isendu abbiamo una sezione interamente dedicata alla gestione delle spedizioni degli e-commerce, il costo della spedizione (meglio se gratuita), i tempi di consegna e l’affidabilità dei corrieri scelti, influenza enormemente sul processo d’acquisto e quindi è bene offrire soluzioni in linea con le esigenze del target per evitare di perdere vendite in maniera banale.

È bene considerare che l’automazione dei processi di gestione delle spedizioni garantisce elevati livelli di qualità per le aziende che vendono online, risparmiando sull’incidenza dei costi e sull’impiego di risorse umane e di tempo.

In particolare ecco 7 consigli per organizzare le spedizioni del tuo e-commerce.

Metodi di pagamento

Anche per i pagamenti è fondamentale matchare con le esigenze dei clienti, è importante offrire tutte le principali possibili soluzioni di pagamento online senza trascurare anche il contrassegno, ossia il pagamento in contanti o con assegno alla consegna, e soluzioni di pagamento a rate, soprattutto quando il valore del prodotto lo suggerisce.

Approfondisci qui le possibili soluzioni in termini di metodi di pagamento per e-commerce.

Resi e politica di restituzione

Resi, rimborsi e cambi merce fanno parte del processo di vendita e i consumatori moderni si informano sempre più accuratamente non trascurando nessun dettaglio utile alla scelta.

Secondo il corriere UPS, il 68% degli acquirenti controlla la politica di cambio e reso di un sito web prima di effettuare un acquisto e molti brand hanno fondato il loro successo proprio sulla cura di questo aspetto, abbattendo eventuali barriere psicologiche tipiche degli acquisti a distanza. Un buon esempio in tal senso è rappresentato da uno dei player più importanti in Europa nel settore fashion: Zalando.

Quindi, è necessario impostare una policy dei resi e cambi adeguata al proprio target che sia:

  • Chiara e trasparente
  • Comoda per i clienti
  • Con resi gratuiti
  • Che possa portare comunque vantaggi al negozio in termini di feedback.

In definitiva, le azioni per aumentare il tasso di conversione di un e-commerce sono molteplici e spesso concatenate, ma è imprescindibile raccogliere questa sfida per migliorare le performance dello shop online.

Il consiglio è quello di prendere in considerazione un elemento per volta, step by step, e implementare un’analisi dei dati quotidiana per valutare l’impatto concreto di ogni intervento in maniera costante.

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Marco Pericci

Marco Pericci

Head of Growth

Esploratore di utenti. Sogno un mondo in cui l’Automazione renda felice l’Uomo

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